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Georgette Ranucci
presenta
SOLTANTO
UN NOME
NEI TITOLI DI TESTA
regia di
Daniele Di Biasio
CAST TECNICO
Regia
Daniele Di Biasio
Produzione
Georgette Ranucci per Volante Uno
Coproduzione
Raisat Cinema e Teche Rai
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro Anselmi, Donata Carelli,
Daniele Di Biasio, Mariella Sellitti
Fotografia
Ferran Paredes Rubio
Suono
Maximilien Gobiet
Montaggio
Giulio Testa
Montaggio del suono
Riccardo Spagnol
Durata
52’
Beta digitale 16:9 - colore
CAST ARTISTICO
Con l'amichevole partecipazione di
Massimo Ghini
Franco Nero
Ottavia Piccolo
Donata Carelli
Carlo Lizzani
Tullio Kezich
Andrea Purgatori
Enrico Vanzina
SINOSSI

Anni fa Ugo Pirro ha disegnato il cavaliere Luigi Calvo, un
fumetto che si ribella al suo autore. Pirro ha dedicato la
sua vita alla scrittura creativa: romanzi di invenzione e
autobiografici, articoli, le parole della canzone Cerasella
e, soprattutto, film. Pirro è stato, infatti, uno dei
più grandi sceneggiatori italiani e alcuni suoi film
sono diventati simbolo del cinema di impegno civile. Quando
nel ’68 si occupò per protesta la Mostra di Venezia,
Pirro era in prima fila accanto a tanti autori tra cui Zavattini
col quale, in seguito, instaurò una lunga e significativa
corrispondenza. I due si scrivevano di viaggi e di incontri
ma, soprattutto, parlavano di idee, di metodo creativo, del
ruolo dello sceneggiatore e di chi, volontariamente, scrive
immagini che altri interpreteranno e trasformeranno in film.
«Pirro era solo apparentemente un cronista, in realtà
era un inventore», dice di lui Tullio Kezich parlando
de La sala dei professori, un testo teatrale che Pirro scrisse
nel '94, in cui si mette in scena un tema che solo alcuni
anni dopo avrebbe riempito le pagine della cronaca. Ugo Pirro
era uno scrittore capace di vedere avanti, di raccontare in
anticipo qualcosa che stava per accadere o cambiare nella
società. «In anticipo… – amava ripetere
ai suoi allievi –…ma non troppo, perché
altrimenti non vi capiscono».
INTENZIONI DI REGIA

Chi ha conosciuto Ugo Pirro non può non essere rimasto
colpito dal suo modo di intendere il cinema. Tutto ciò
che guardava o leggeva nascondeva un' idea ed è per
questo che fare un documentario su Pirro non poteva prescindere
dal raccontare il suo istinto creativo, la sua veggenza e
il suo rigore intellettuale. Con l’aiuto delle immagini
dei film, delle sue interviste e di autori e attori che hanno
lavorato con lui, ho cercato di ricostruire come alcune delle
sue innumerevoli intuizioni, non senza contrasti e difficoltà,
sono diventate film. Narrare Ugo Pirro è diventato
così raccontare la figura dello sceneggiatore, che,
pur essendo il primo ad immaginare il film, resta per lo spettatore
“soltanto un nome nei titoli di testa”.
Daniele Di Biasio
 
Gli allievi Alessandro
Anselmi, Daniele Di Biasio, Donata Carelli, Mariella Sellitti
insieme ad Ugo Pirro (a sinistra) ed insieme a Rossella
Monti moglie di Ugo Pirro (a destra)

Alessandro Anselmi, Mariella Sellitti,
Rossella Monti, Donata Carelli e Daniele Di Biasio alla 65°
Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. Alla moglie Rossella
Monti viene consegnato il Nastro d'Argento alla carriera che
Ugo Pirro avrebbe dovuto ritirare nel 2007
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