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Ugo Pirro, Il cinema della
nostra vita, Torino, Lindau, 2001
Ugo Pirro racconta
la sua amicizia con Elio Petri, un sodalizio dal quale sono
nati alcuni dei film più significativi nella storia del cinema
italiano: "A Ciascuno il suo", "Indagine su un cittadino al
di sopra di ogni sospetto", "La classe operaia va in paradiso",
"La proprietà non è più u furto".
"Il cinema della nostra vita" è anche un appassionato racconto
di un periodo decisivo della nostra storia culturale e civile,
ricco di slanci, rischi, contraddizioni, ambiguità e speranze.
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Paul Duncan ,Tutti i film di Stanley Kubrick, Torino,
Lindau, 2001, pp.115, L. 19.000
Un autentico <<Kubrick's Companion>>, cioè un
ricchissimo vademecum con tutto quello che vorreste sapere
sui film del grande regista americano: la storia, i dati filmografici
completi, l'idea ispiratrice, i temi ricorrenti, le trovate
visive e quelle sonore, le curiosità, i film, le musiche,
i libri che hanno catturato il genio di Eyes Wide Shut.
Completano il volume una bibliografia ragionata e un elenco
di siti Internet dedicati a Kubrick.
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Cesare Zavattini, Come nasce un soggetto cinematografico,
Roma, Bulzoni Editore, 2000, pp. 173, L. 20.000
Opera per il teatro
di Cesare Zavattini, Come nasce un soggetto cinematografico
<<è un monologo che scaturisce dai pensieri del
soggettista Antonio impegnato a scrivere, sotto l'occhio vigile
di un censore e di un produttore cinematografico, il suo trattamento>>.
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A cura di Federico
Chiacchiari e Simone Emiliani, Annuario del cinema
2000 -2001
Torino, Edizioni Lindau, 2001, pp. 333, L. 16.000
Sono quasi 400
i film usciti in Italia nel corso del 2000. Questo <<Annuario
del cinema>> realizzato dal gruppo di <<Sentieri
Selvaggi>> ne ripropone una lettura aggiornata e stimolante,
consapevole che il film visto in sala è solo una delle varie
componenti dello spettacolo e della cultura cinematografica
contemporanea.
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Antonin Artaud Del meraviglioso scritti di cinema
e sul cinema, Roma, Minimum fax, 2001, pp.145, L.20.000
<<Il cinema ha la virtù di un veleno inoffensivo e
diretto, un'iniezione sottocutanea di morfina. Ecco perché
l'oggetto del film non può essere inferiore al potere d'azione
del film - e deve contenere del meraviglioso>>. Scrive
Goffredo Fofi nell'introduzione al volume che <<ben
più di Stanislavskij o di Brecht, è Artaud il maestro del
teatro del secolo passato che meglio può parlare al secolo
nuovo, più a-ideologico, più anarchico e più necessario>>.
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Simone Arcagni
e Domenico De Gaetano, Cinema e rock. Cinquant'anni
di contaminazioni tra musica e immagini
Santhià, Grafica Santhiatese, 1999, pp. 285, L. 28.000<<Questo
libro si propone l'obiettivo inverosimile di tracciare una
mappa di un territorio che non è ben chiaro nemmeno se sia
reale. Esiste infatti un "cinema rock"? Le storie ufficiali
al riguardo tacciono o dedicano poche pagine frettolose, lasciano
l'argomento nel vago come in certe carte medioevali o colorandolo
di fantasie come in un capitolo del Manuale di geografia fantastica
di Jorge Luis Borges.>>
Gli autori analizzano il periodo che va dagli anni Cinquanta
ai giorni nostri e il volume è arricchito da schede di approfondimento
e da un'accurata filmografia.
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Paul Duncan, Tutti i film di Alfred Hitchcock,
Torino, Lindau, 2001, pp.134, L.19.000
Un autentico <<Hitchcock's Companion>>, cioè
un ricchissimo vademecum con tutto quello che vorreste sapere
sui film del grande regista inglese: la storia, i dati filmografici
completi, l'idea ispiratrice, i temi ricorrenti, le trovate
visive e quelle sonore, le curiosità. Completano il volume
una bibliografia ragionata e un elenco di siti Internet dedicati
a Hitchcock.
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Alain Bergala, Iniziazione alla semiologia del
racconto per immagini, Palermo-Bologna, Ed. della battaglia,
2000, pp. 61, L. 14.000
La narratività a partire dall'immagine fissa, il racconto
che si inscrive nel tempo e nella successione delle immagini.
Sono questi i punti di partenza di un testo che risulta fondamentale
per un corretto approccio con la semiologia del racconto cinematografico.
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Ken Hanke,
TIM BURTON. Una biografia non autorizzata
Torino, Lindau, 2001, pp.314, L. 36.000<<Se un artista
- un autentico artista, come sono convinto sia Tim Burton
- può non essere aperto nelle proprie dichiarazioni personali
lo è inevitabilmente di più in ciò che dice nella sua arte.
Tra le due cose sta gran parte della verità. Da tale impostazione
è emerso un ritratto di Tim Burton senz'altro diverso da quello
semplicistico, benché accattivante, che gli è solitamente
associato. Si tratta di un'immagine più complessa e cupa,
talvolta persino inquietante, ma anche decisamente più umana
e reale>>.
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