HAGAI LEVI: “HO MANDATO IN TERAPIA I MIEI PERSONAGGI”
Il secondo appuntamento di CREATED BY, organizzato dalla S.A.C.T e da RomaFictionFest, ha visto protagonista lo sceneggiatore italo-israeliano Hagai Levi, autore della popolarissima serie televisiva “Be tipul” per la quale ha vinto gli Israeli Academy Awards. La serie racconta la settimana di uno psicoterapeuta (Assi Dayan nel ruolo del dottor Reuven Dagan). Un’idea apparentemente semplice trasformata in un successo internazionale. Il format è stato esportato dapprima negli Stati Uniti (dove la parte dello psicoterapeuta è interpretata da Gabriel Byrne) e successivamente in 13 paesi (attualmente è in lavorazione la versione italiana). Il tema della serie è molto caro allo sceneggiatore che è entrato in terapia da bambino, vi è tornato a quindici anni e poi anche in età adulta. La passione di Levi per la psicologia lo ha portato anche a studiarla per tre anni all’università. Comprensibile che lo sceneggiatore abbia voluto fare di questo tema il nucleo di una serie televisiva. “Quando ho cominciato ad occuparmi di regia” spiega il regista-sceneggiatore “ mi sono reso conto che le scene che mi interessava maggiormente riprendere erano quelle in cui due persone parlavano”. Il dialogo è per Levi la cosa essenziale e visto che la psicoterapia è proprio basata sul dialogo, si intuisce come sia nata in Levi l’idea di “Be tipul”. Un progetto difficile da vendere sulla carta. Questo il motivo che lo ha spinto a realizzare un pilota su una coppia in terapia. Ma neanche quello è bastato, come spiega Levi: “Mi dicevano, ok funziona perchè si tratta di una coppia ma che succede se ci sono solo un paziente e lo psicoterapeuta?”. A quel punto Levi ha realizzato un secondo pilota (il costo della produzione è molto contenuto trattandosi di due attori in un appartamento), con un solo paziente. Questo secondo pilota è piaciuto al broadcaster che pensava potesse funzionare la sera tardi per chi ha la puzza sotto al naso. Il fenomeno “Be tipul” è stato un crescendo. La prima settimana in cui la serie è andata in onda in Israele ci sono state ottime recensioni, ma è stato solo dopo le prime tre che è diventata un fenomeno. “Erano molti di più a parlarne che non a guardarla” commenta ironico Hagai Levi che è molto orgoglioso del fatto che per la prima volta il lavoro di un terapeuta è visto e mostrato nella giusta luce, non parodiato come accade nei film di Woody Allen. A giudizio di Levi “il lavoro dello sceneggiatore e del terapeuta sono, per certi versi, molto simili. Lo sceneggiatore cerca di capire i suoi personaggi. Il terapeuta fa lo stesso con i pazienti. La differenza fra i due è che il primo (lo sceneggiatore) costruisce e l’altro (il terapeuta) destruttura”. Accanto al terapeuta della finzione c’è, però, un altro terapeuta che ha svolto un ruolo di primo piano per “Be tipul” ed è stato il terapeuta che ha fatto da consulente durante la lavorazione della serie. Il terapeuta-consulente ha letto le sceneggiature finali per verificare che non vi fossero errori o incongruenze. “Quando scrivo costruisco partendo da dinamiche psicologiche. Quello che è importante è il passato non il presente, ma si scrive sul presente. Per questo motivo bisogna capire cosa nel passato abbia portato il personaggio ad essere quello che è nel presente. Abbiamo mandato il personaggio della fction in psicoterapia (vera) per renderlo credibile”. L’accuratezza è la parola d’ordine del lavoro di Levi. Non esiste improvvisazione in “Be tipul”. Tutto è scritto nella sceneggiatura. Lo stile della serie è asciutto ed essenziale. La regia è neutra. La Macchina da Presa è trasparente. Non si deve mai avere la percezione della sua esistenza. e l’alto livello dei dialoghi sono certamente uno dei motivi del successo della serie che, però, è dovuto anche ad un cast All star. “In Israele gli attori lavorano sia per la televisione che per il cinema. Cosa rende una star tale? La caratteristica che hanno che fa sì che quando le guardi vuoi guardarle sempre di più. Una magia sul loro volto attraverso cui si legge l’anima. Soprattutto in una serie come questa dove non succede nulla è importante avere un cast fatto di star”. Tra i progetti futuri di Hagai Levi c’è quello di realizzare un lavoro in cui si segue un personaggio che entra in terapia da ragazzino fino a quando non diventa adulto. Vi ricorda qualcuno?
Mariella Sellitti
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