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BEING HUMAN: PER AVERE SUCCESSO IN TV L’UNICA SPERANZA E’ IL SOVRANNATURALE?

“Being Human” è una serie televisiva inglese di grande successo creata da Toby Whithouse e trasmessa dalla BBC 3. La serie racconta l’insolita convivenza tra un vampiro, un lupo mannaro ed un fantasma che nonostante la loro particolare condizione cercano di vivere come esseri umani. La serie ambientata a Bristol per le prime due stagioni, si sposterà a Cardiff nella terza attualmente in lavorazione. L’episodio pilota è andato in onda nel 2008 ed è attualmente presente, per quanto riguarda la televisione italiana, nel palinsesto di Steel. E’ lo stesso Whithouse a raccontare la nascita di questa serie : “Ero stato chiamato dalla BBC per realizzare una storia su 3 laureati che prendono casa insieme. Un’idea che ho trovato da subito molto noiosa. Ho lavorato a lungo sui personaggi scrivendo pagine e pagine di biografia e ne ero soddisfatto. I tre caratteri funzionavano, ma quando si è passati a parlare della struttura dell’episodio pilota ci siamo subito resi conto che mancava qualcosa. Ci stavamo per arrendere. Ci eravamo già messi i cappotti ed eravamo sulla porta quando ho buttato là che uno dei personaggi poteva essere un lupo mannaro e da lì è nato tutto”. Il punto focale della serie, come evoca lo stesso titolo è l’interazione tra gli umani e “gli altri”, i mostri. Non è facile per “i mostri” convivere con gli umani che in alcune occasioni possono rivelarsi decisamente peggiori degli stessi mostri. Nel 4° episodio della prima serie, ad esempio, il vampiro stringe amicizia con un bambino ma gli esseri umani sospettano che vi sia qualcosa di losco e di poco pulito nel rapporto fra i due. Si parla di pedofilia e così gli umani non trovano di meglio da fare che attaccare la casa dei mostri. Il vampiro sentendosi tradito dagli umani pensa bene di tornare fra i suoi simili. Al di là di quelle che siano le intenzioni del suo creatore, “Being Human” si presenta come una serie fantasy a tutti gli effetti anche senza effetti speciali, come ci tiene a sottolineare Whithouse quando spiega che per ragioni di budget nulla è stato ricreato col computer. Della mancanza di effetti speciali lo sceneggiatore inglese va infatti particolarmente orgoglioso perchè, a suo dire, costituisce uno degli elementi di successo della serie: “Minore è il budget maggiore è la necessità di essere creativi”. Anche senza effetti speciali il sovrannaturale è decisamente l’elemento preponderante della serie. E come già accaduto per altre serie è il reale che prima o poi, stagione dopo stagione, soccombe al sovrannaturale e non viceversa. Il panorama televisivo è affollato di serie “sovrannaturali”: “Medium”, “Ghost Whisperer”, “Buffy” ecc. A questo punto viene spontaneo domandarsi se non sia il sovrannaturale la vera chiave di successo per una serie televisiva? E se è così fosse indagarne le ragioni. Certo non è difficile immaginare a quale pubblico i broadcaster puntino quando progettano serie di questo tipo: i c.d. giovani. La fascia tra i 18 ed i 25 anni è certo la più appetibile dalle reti televisive, forse proprio perchè considerata solitamente la più inafferrabile (i giovani, per loro fortuna, hanno altro da fare che guardare la tv). Partendo da questa premessa non si può, perciò, certo ignorare quali siano i gusti dei giovani. Il successo mondiale in campo editoriale prima e cinematografico poi della saga di “Twilight”, che ha per protagonista un vampiro, è da questo punto di vista esemplificativo dei gusti giovanili, tesi appunto all’universo sovrannaturale. La televisione comprensibilmente si adegua e sforna serie sullo stesso genere. Qualcuno dirà che è normale o meglio che è la legge di mercato: domanda e offerta. Nulla da eccepire, ma sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che agli over 25 questa roba interessi? A furia di “inseguire” i giovani forse finiremo col perdere per strada i meno giovani che, magari, torneranno ad affollare le sale cinematografiche e magari a scegliere film non necessariamente di cassetta . Visto mai che la rinascita del cinema debba passare per un vampiro, un fantasma ed un licantropo!

Mariella Sellitti


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