GLI STRANIERI LI FANNO MEGLIO (I CONCEPT)?
Nel corso del 2° FICTION DAY (“L’immaginario prossimo venturo”) tenutosi mercoledì 5 maggio a Roma presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Università la Sapienza, Fabrizio Lucherini – vicedirettore dell’Osservatorio sulla Fiction italiana – ha disegnato un breve ma esauriente quadro dello “stato di salute” della fiction nel nostro paese. Salta subito all’occhio un dato che per gli addetti ai lavori non rappresenta una novità, ma che certo non smette di far riflettere. Su venti titoli del prime time, la stragrande maggioranza non sono concept made in Italy ma sono stati acquistati dall’estero. E’ la Spagna, in particolar modo, a farla da padrone. Basti pensare a due concept made in Spain entrati prepotentemente nel nostro quotidiano televisivo: “Un medico in famiglia” (“Médico de familia”) e “ I Cesaroni” (“Los Serranos”). La prima in onda sulle reti Rai la seconda su quelle Mediaset, a dimostrazione che i due più importanti broadcaster italiani seguono la stessa linea editoriale. Si tratta di due fiction di grande successo di pubblico che non sembra conoscano battute d’arresto: si è conclusa da poco la terza stagione de “I Cesaroni” ed è in preparazione la quarta, mentre “Il medico in famiglia” ha già spento sei candeline e probabilmente ne spegnerà anche sette. Lucherini ha motivato la necessità di acquistare format esteri con la mancanza di capacità della nostra televisione di sviluppare concept che possano reggere la lunga serialità. I dati alla mano gli darebbero ragione se non fosse che spesso, per non dire quasi sempre, non ci si prova neppure a sviluppare nuovi concept preferendo di gran lunga ad affidarsi ad idee che vengono da fuori già rodate e quindi non rischiose. Qualcuno in sala (sceneggiatori) borbottava a ragione che l’acquisizione di format stranieri è solo un costo aggiuntivo, anche perché i concept vanno inevitabilmente riadattati per il pubblico nostrano e questo comporta cambiamenti tali che finiscono spesso con lo stravolgere il format originale del quale resta il titolo o poco più. La sensazione è che la televisione italiana soffra di quella malattia endemica che da sempre affligge, in più settori, il nostro Paese: l’esterofilia. Gli stranieri fanno tutto meglio di noi. Ma sarà poi vero?
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