QUANDO LO SCENEGGIATORE DIVENTA “PRODUTTORE”
Incontro con Paul Abbott: lo sceneggiatore inglese ospite alla Casa del Cinema
Roma 15 Giugno. Si conclude il primo ciclo di incontri organizzati da RomaFictionFest e S.A.C.T. (Scrittori Associati di Cinema e Televisione). Dopo Ashley Paroh e Frederic Krivine, questa volta seduto sotto il grande schermo della Sala Deluxe della Casa Casa del cinema c’è Paul Abbott, talentuoso sceneggiatore anglosassone vincitore di due Bafta (British Academy of Film and Television Arts). L’incontro è preceduto dalla proiezione di un episodio di “Shameless” (letteralmente “Senza vergogna” o meglio ancora “spudorato”) titolo che ben si addice alla serie televisiva meno politically correct della televisione britannica giunta alla settima stagione. La serie, che Abbott ha inventato ispirandosi alla sua famiglia, è il ritratto un po’ folle di una famiglia disfunzionale di un quartiere popolare di Manchester (I Gallagher) dove il padre è un disoccupato alcolizzato e i sei figli – dai 16 anni in giù - cercano di tirare avanti alla meno peggio. Per dirla con le parole dello stesso Abbott “I Gallagher sono I Walton sotto effetto degli acidi”, ovvero i protagonisti di “Shameless” sono apparentemente quanto più lontano ci possa essere dall’idilliaca famiglia, tutta torte di mele e buoni sentimenti, protagonista della popolare serie americana degli anni ’80, ma hanno in fondo una loro poesia. Di “Shameless”, Paul Abbott non n’è soltanto lo sceneggiatore, ma anche il “creatore di serie” o showrunner, ovvero colui che non si occupa semplicemente di scrivere i soggetti e le sceneggiature degli episodi, ma segue la realizzazione della serie in ogni sua fase. Lo showrunner, figura sconosciuta al nostro sistema televisivo, in un certo senso fonde insieme lo sceneggiatore e il produttore. Una sorta di mostro a due teste che coniuga creatività e budget cercando di ottenere il miglior risultato possibile. “Ho imparato quanto sia importante che i soldi siano ben spesi in una serie televisiva per ottenere un buon prodotto”, dice Abbott che ritiene fondamentale che lo sceneggiatore sia parte dell’intero processo creativo e non solo della scrittura. Abbott, in qualità di showrunner, infatti, scrive, partecipa alla scelta del cast, parla con i dirigenti televisivi ecc. “Uno sceneggiatore che sa anche leggere un budget lavora meglio”, sostiene Abbott perchè “è in grado di capire le esigenze produttive e quindi di dialogare meglio con produttori e dirigenti televisivi”. Quando gli si chiede se, a questo punto, lui si senta più un produttore che uno sceneggiatore, Abbott però non ha dubbi “Io sono uno scrittore”, risponde anche se ammette che il suo sogno di bambino era fare il dottore e che si è ritrovato a fare lo sceneggiatore praticamente per caso. Parlando, infine, del lavoro di scrittura Abbott sostiene che “Una buona scrittura è tutta nella riscrittura” ovvero non bisogna mai accontentarsi di ciò che si scrive ma rileggerlo dopo un po’ di tempo e cambiarlo sempre per migliorarlo perchè il pubblico va sempre rispettato. A buon intenditor...
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