…FICTION DA CENSURARE
Su “La Repubblica” del 11 novembre c’è un articolo dal titolo “Polizia, fiction da riscrivere” in cui un vice questore afferma che ha corretto i copioni di alcune fiction sia da inesattezze tecniche sia dalle troppe “parolacce”. Per quanto riguarda le prime, può essere anche necessario quando dietro una fiction non c’è purtroppo un’inchiesta seria. Per quanto riguarda le “parolacce” o il poliziotto gay “tagliato” da “Distretto di polizia” si tratta, invece, di scelte di stile e di racconto che spettano solo agli autori. Se non fosse così non ci potrebbe essere un cinema autonomo. Gli autori lo sanno e devono dirlo, non accettare censure. In passato questo avveniva e ci viene spontaneo porci una domanda: come sarebbe stato il copione di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” revisionato e corretto da un commissario della digos?
|