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SOGGETTO A PUNTATE: LA MORTE DELLA TELEVISIONE

La televisione intesa come macchina luminosa che riproduce notizie vere e false, soap-opere, fiction rosa e nere, pubblicità e vecchi film è morta improvvisamente il 26 dicembre u.s. Si erano da poco sparse nell’indifferenza generale le prime notizie ancora volutamente reticenti sulla catastrofe nel Sud Est Asiatico, Maldive comprese, quando sono scomparse le immagini dai sei televisori sparsi nel nostro appartamento L’allarme è stato immediato, a turno tutti i miei familiari hanno afferrato il telecomando e, come tante altre volte, hanno premuto con rabbia tutti i tasti invano, di solito bastava cambiare canale e la trasmissione riprendeva, non quella sera Anche il telecomando era spento, inutili furono i tentativi di costringerlo a funzionare. Che cosa stava succedendo? La luce elettrica illuminava tutte le stanze, ma non i sei televisori sintonizzati sui vari canali, ognuno di noi aveva il suo canale preferito, ciascuno di noi viveva in modo diverso quel silenzio televisivo quegli schermi neri I guasti agli impianti, si sa, aumentano in misura proporzionale al progresso tecnico, ma quel silenzio oscuro dei televisori restava inspiegabile e inquietava Ernesta mia moglie che rischiava di perdere la sua telenovella. Per il telegiornale mancava più di un ora. A me toglietemi le sigarette, la frutta e il cinema ma non il telegiornale. Nel giro di trenta minuti in famiglia crebbe l’allarme. Il solo pensiero che sia pure per una sera saremmo stati privati del conforto dei programmi televisivi cominciò ad angosciarci dopo che mio figlio Mario accertò che in tutto lo stabile non vi era una solo televisore in grado di trasmettere immagini sia pure in bianco e nero. Basta, mia moglie si decise a telefonare alla direzione dei programmi, ma, tutto ciò che riguardava l’organizzazione televisiva taceva... Nelle trombe delle scale, intanto si facevano sempre più insistenti le grida dei nostri condomini che protestavano per quell’inaudito silenzio dei programmi che molti attribuivano a un sabotaggio dei partiti dell’opposizione , ma per la completezza dell’informazione è corretto aggiungere che si udivano anche accuse nei confronti del governo in carica incapace persino di assicurare ai cittadini la puntata serale di “Un medico in famiglia”.

Come avremmo trascorsa la notte, quella notte del silenzio? C’è una bella differenza fra il chiudere la televisione dopo il telegiornale della notte, infilarsi a letto e sprofondare nel sonno e provare ad addormentarsi sapendo che i televisori di casa e quelli dei vicini non sono stati spenti e ciò nonostante non hanno nulla da dire.

Verso le tre si è udito un colpo di pistola, siamo tutti accorsi al terzo piano della scale B . Il capostazione Lauro Benedettini si era suicidato davanti a un “24 pollici”. Il proiettile aveva attarversato il cranio dello statale per schiantarsi contro lo schermovideo. Fu in quel momento che cominciammo a temere che la Televisione, intesa come mezzo di comunicazione e divertimento si era spenta per sempre. Cosa sarebbe diventata la nostra vita?

Ugo Pirro

CONTINUA...


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