ELIO PETRI E LE RAGAZZE DI VIA SAVOIA
La casa editrice Sellerio pubblica in una nuova edizione “Roma ore 11”. Il libro è stato presentato martedì 20 aprile alla libreria Bibli di Roma.
Roma, gennaio 1951: in via Savoia crolla la scala di una palazzina. Nel crollo muoiono alcune ragazze, molte restano ferite. Quella mattina in via Savoia ci sono centinaia di ragazze. Tutte sono lì per rispondere ad un annuncio pubblicato sul Messaggero: cercasi dattilografa miti pretese.
La tragedia occupa per qualche settimana le pagine dei giornali e colpisce l’attenzione, fra gli altri, di Elio Petri. Classe 1929, il futuro regista è all’epoca un giovane giornalista amante di cinema.
Petri inizia, così, una vera e propria indagine per capire chi siano in realtà le ragazze di Via Savoia.
Il materiale che raccoglie finisce direttamente sul tavolo di un gruppo di sceneggiatori capitanati da Giuseppe De Santis, uno dei più famosi registi italiani del periodo (Riso amaro del 1949 lanciò Silvana Mangano). Della squadra di sceneggiatori fa parte anche il più celebre scrittore di cinema del neorealismo: Cesare Zavattini.
Nell’inverno dello stesso anno iniziano le riprese del film Roma ore 11, coproduzione italo-francese. Nel cast alcuni dei nomi più noti del cinema del dopoguerra: Lucia Bosè, Raf Vallone, Delia Scala, Carla del Poggio e tanti altri. Il nome di Elio Petri non figura fra quello degli sceneggiatori ma solo come aiuto regista di De Santis.
Febbraio 1952: esce nelle sale “Roma ore 11”. Il film è accolto negativamente dalla critica. Aristarco lo definisce un film debole che tradisce il significato politico del crollo. Anche il pubblico non ama il film, malgrado il cast stellare. Gli preferisce “Tre storie proibite” diretto da Genina incentrato proprio sullo stesso avvenimento. Il film di De Santis incassa cento milioni di vecchie lire in meno rispetto al diretto rivale. Viene anche bocciato per Cannes 1952.
Il materiale raccolto da Elio Petri diventa un libro che, però, viene pubblicato solo diversi anni più tardi. Roma ore 11, infatti, esce per la prima volta nel 1956 con l’Avanti, il quotidiano del Partito Socialista. Negli anni trascorsi dalla sua inchiesta Petri ha limato il materiale raccolto, trasformandolo quasi in una sorta di romanzo.
Il libro esce con una lettera di Zavattini come premessa. Lettera che Zavattini scrisse a Petri da Cuba e nella quale si complimenta con lui per aver capito così giovane quello a cui lui, invece, era arrivato già cinquantenne: l’importanza di un’indagine accurata (il cosiddetto pedinamento) per arrivare ad un film che riesca a rappresentare in maniera convincente la realtà circostante.
Roma aprile 2004: l’Unione Lettori presenta la riedizione del libro di Petri. In un incontro, affollato di amici e di estimatori vecchi e nuovi del regista prematuramente scomparso, si susseguono ricordi ed aneddoti. Parla Jean A. Gili, professore all’università la Sorbonne e autore di un libro su Petri. Parla Elio Pecora direttore dell’unione lettori e tanti altri.
Tutti lodano l’iniziativa di pubblicare di nuovo “Roma ore 11” .
Un solo rammarico: alla nuova edizione manca purtroppo la significativa lettera di Zavattini.
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Mariella Sellitti
mariella.sellitti@libero.it
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