CHE SUCCEDE AGLI ITALIANI DI NASSIRYA?
Ogni giorno i giornali e le televisioni parlano dei nostri soldati a Nassirya, in Iraq, paradossalmente vi sono più giornali e telecronisti che carabinieri ciononostante non si riesce a capire cosa fanno i nostri soldati, quali sono i rapporti con le popolazioni. Le televisioni di Silvio “tirato” mandano in onda un brodo di retorica denso di aggettivi e povero di fatti. E’ questa l’informazione televisiva e cartacea che gli italiani si meritano? Ci fa piacere sapere che questi ragazzi possono vedere le partite di calcio e sperare di sentire qualche canzonetta da Sanremo ma nei restanti ritagli di tempo si può sapere che fanno o è segreto militare? Ma se è segreto militare non è una missione di pace. Cosa aspetta la Rai a inviare in Iraq una équipe di telecronisti capaci di condurre un’inchiesta seria ed approfondita che documenti finalmente con verità i rapporti tra la popolazione irachena, che racconti, illustri, documenti lo stato dei fatti, ma non solo, che indaghi senza pregiudizio sulle azioni dei nostri soldati. Usciamo dal generico, documentiamo con le immagini come e quando il nostro corpo di spedizione svolge azione di pace e se le operazioni di polizia possono essere considerate azioni di pace. La televisione di stato (lo è ancora) non può fare il lifting alla realtà o ignorarla, manipolarla. Siamo certi che fra giornalisti della Rai non manchino i professionisti capaci di accertare la verità, di dare finalmente un quadro veritiero di quanto i soldati sono chiamati a fare. E’ bene che si sbrighino prima di apprendere da qualche televisione straniera quanto succede al corpo di spedizione italiano a Nassirya.
Certamente i nostri soldati fanno “ob torto collo” il loro dovere, ma chi stabilisce quale è il loro dovere? Aspettiamo più che di sentirlo, di vederlo!
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