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CIN CIN… ALLE SALE VUOTE

Per quattro pomeriggi della settimana il biglietto del cinema costerà per qualche mese 3€ anziché 7€, in altri orari e giorni pagheremo 5€. Vale la pena ricordare che nel ‘68 vi fu un movimento che pretese la riduzione dei biglietti, gli esercenti fecero intervenire la polizia. Ma allora le sale erano piene ed erano tante. Oggi questa improvvisa riduzione di prezzi così festaiola e provvisoria, con l’invito a brindare chissà su che, rivela che la crisi del cinema, di tutto il cinema, non solo ha vuotato le sale, ma ha fatto i film brutti. Paradossalmente l’uso degli effetti sempre più sofisticati sta uccidendo il cinema. I film americani, sparano, uccidono sfasciano auto, fanno volare i personaggi, creano mostri. I film italiani non sparano, ridono. Ma che ci sarà da ridere. Questo abbassamento dei prezzi forse farà aumentare gli spettatori anziani quelli che vanno al cinema di pomeriggio, ma non avvicina i giovani che in quell’ora o studiano o lavorano o vanno a spasso. Chiediamoci anche quali saranno le conseguenze sulla produzione, sui costi. Diminuire il prezzo del biglietto, a meno che il numero degli spettatori non si moltiplichi per cento significa che i proventi destinati alla produzione diminuiranno quale che sia il numero degli spettatori, giacché come è noto alla produzione di un film spetta una percentuale sul prezzo dei biglietti venduti. Se poi si aggiunge il taglio dei finanziamenti statali e il loro carattere discriminatorio ci avviciniamo alla veglia funebre del cinema italiano.


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