QUANDO SI COMINCIA NON SI FINISCE PIU'
I delitti in famiglia che si susseguono a velocità uniformemente accelerata hanno provocato, fra l'altro, un gran bisogno di una censura, per ora, televisiva. Sotto accusa i film di gratuita violenza. Si chiede alla TV di escluderli dai palinsesti. Se la Tv seguisse questo avvertimento, più di una rete non saprebbe che programmare, con conseguenza disastrose per i contratti pubblicitari. La pubblicità chiede violenza e i film che la rappresentano con indifferenza sono stati acquistati dalle nostre due TV in quantità industriale, pagandoli rinunciano ai diritti acquistati. Ma c'é l'Auditel, se Mediaset programma film di paura e di violenza la Rai non é disponibile, nemmeno se glielo impone la legge a farne a meno. In realtà quando si invoca la censura si sa come si comincia e si sa dove si finisce: a censurare le idee. Fu così negli anni memorabili dei governi democristiani, tutto divenne oltraggio al pudore, non si salvarono nemmeno i testi delle canzonette. Si arrivò a censurare la colonna sonora di un film in cui risuonavano in chiave ironica le note di Bandiera Rossa. L'autore del commento musicale era il maestro Piccione figlio del ministro degli esteri.
E' meschina e strumentale l'idea che vietando la violenza in tv si eliminano i delitti in famiglia. Ma i delitti dove nascono in televisione o in famiglia? Più serio sarebbe distinguere la rappresentazione della violenza secondo l'angolazione del racconto, del senso del film, della significazione delle immagini. Queste distinzioni venti anni fa si facevano.
Qualche domanda per concludere: i film americani violenti saranno tutti esclusi dai palinsesti o no? Si accettano scommesse che continueranno a "passare" in televisione.
Si taglieranno le scene violente? In tal caso alcuni film durerebbero dieci minuti, a meno che non si stabilisca un elenco delle violenze sopportabili dai bambini, applicabile secondo le convenienze. Se fosse viceversa vincente il rigore bacchettone ci sarebbe almeno speranza di vedere qualche film italiano d'annata?
I giornali che implorano la cancellazione della violenza dai programmi si rendono conto del pericolo che corre la libertà d'espressione? Quando si comincia con le proibizioni si sa dove si finisce: a liberarsi oltre che degli assassini in diretta, delle idee scomode in tutti i programmi.
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