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OMAGGIO A DINO RISI

La prossima mostra cinematografica di Venezia conferirà a Dino Risi, l'indimenticabile regista de Il Sorpasso, il Leone d'oro alla carriera. Questo maestro della commedia all'italiana, come egli stesso ha dichiarato, ha dovuto attendere che a dirigere la mostra di Venezia fosse uno straniero, a dimostrazione che la commedia all'italiana ha all'estero quel credito che in Italia le manca.
Risi, dunque, sbaglia a sorprendersi se solo si sofferma a considerare lo scarso credito in cui é stata tenuta la commedia all'italiana , oltre che dalle istituzioni, dalla critica italiana, specialista nei riconoscimenti tardivi. Vogliamo dimenticare tanto per fare un esempio il disprezzo critico riservato a Totò, uno dei più grandi comici del cinema?
Ma c'è dell'altro, la RAI da alcuni anni organizza corsi di sceneggiatura tenuti da professori stranieri dai credits sconosciuti, i quali insegnano agli allievi e ai funzionari RAI a dimenticare di fatto l'importanza teorica e fattuale della commedia all'italiana, del film di impegno civile e, perché no, della farsa. E' come se a modello per il cinema italiano s'indicassero i "no" giapponesi.
Se questo è al momento, come si dice, quanto passa il convento, l'opera di Risi, la sua carriera, poteva ricevere un riconoscimento soltanto da uno straniero. La RAI ad esempio perché non chiede a Risi, a Monicelli, ad Age, a Scarpelli e mi scuso delle esclusioni, la direzione dei suoi corsi di sceneggiatura.
Il fatto è che un film come Il Sorpasso se trasmesso in televisione, a trent'anni dalla sua uscita, è ritenuto non influente, al contrario se diventasse materia di studio per una generazione di cineasti, potrebbe seguire e rinnovare quella tradizione che ha in Dino Risi uno degli iniziatori. E sarebbe troppo!
Caro Dino complimenti per un riconoscimento che avresti meritato venti anni prima.

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