17 Again - Ritorno al liceo
di Burr Steers
C’era una volta “Friends”, sit-com nata in sordina nel 1995 e che ha poi spopolato per dieci anni diventando un cult per milioni di trentenni di oggi e non solo. A quattro anni dall’ultima puntata e dopo un periodo buio sul piano personale e professionale, uno dei sei amici Matthew Perry (Chandler Bing nella sit)ritorna in pista con una commedia per teen-ager così leggera da risultare inesistente. Costruita intorno al nuovo idolo delle ragazzine, tale Zac Efron, grazioso ma monoespressivo, la pellicola è - non solo - prevedibile come tutte le commedie del genere, ma soprattutto priva di freschezza. La storia è quella trita e ritrita di un ultra-trentenne, Mike O’Donnel (interpretato da Zac Efron a 17 anni e da Matthew Perry da adulto) al quale viene data l’occasione di tornare al suo ultimo anno di liceo (per gli americani uno spartiacque tra l’adolescenza e l’età adulta molto più sentito di quanto non accada in casa nostra) e provare a cambiare il suo futuro. Il protagonista da promessa del basket si è, infatti, ritrovato a fare l’impiegato perchè la sua ragazza è rimasta incinta. Il grande amore con gli anni si è sgonfiato come un soufflè e ora i due sono ad un passo dal divorzio. Passo che ovviamente non verrà fatto. Trama esile, battute standard. Il povero Perry non ha molto su cui lavorare. Tanto l’attore era brillante sui brillanti copioni della sit-com che lo ha reso famoso, tanto è decisamente impacciato mentre cerca di strappare un sorriso su una sceneggiatura dozzinale e priva di ritmo anche se si fa tanto rumore. Un sorriso lo strappa, invece,Thomas Lennon che interpreta il migliore amico del protagonista da adulto, un ex nerd diventato miliardario grazie ai videogiochi , patito di Star Trek a tal punto da indossare le finte orecchie a punta del dottor Spock. Le scene di Lennon sfiorano il demenziale ma almeno non annoiano. Le ragazzine si perdono dietro il ciuffo stirato del nuovo idolo degli adolescenti, Zac Efron. I più adulti escono dalla sala chiedendosi se anche le commedie che li facevano impazzire quando andavano al liceo erano così vuote e noiose.
Mariella Sellitti
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