Coco Avant Chanel
di Anne Fontaine
“Coco avant Chanel”, diretto da Anne Fontaine , è sì un film-biografia che racconta la gioventù avventurosa e sofferta della celebre stilista francese, ma è soprattutto la storia di una giovane donna che all’inizio del novecento cerca di conquistare con le unghie e con i denti il suo posto in un mondo dominato dagli uomini. Audrey Tatou, indimenticata interprete de “Il mondo di Amelie”, si cala in modo perfetto negli eleganti ma difficili panni di madamoiselle Gabrielle “Coco” Chanel che, partendo da un orfanotrofio sperduto nella campagna francese , diventerà l’indiscussa musa dell’eleganza del secolo scorso. Coco stilista emerge, però, solo a tratti in questa pellicola che, intelligentemente, non cerca di raccontare la “nascita di una stella” ma piuttosto l’evoluzione di una donna che vuole ad ogni costo riscattare le sue umili origini e soprattutto dimostrare che “essere donna” non è un limite, tutt’altro. Quello che la sceneggiatura di “Coco Avant Chanel”, scritta dalla stessa regista, fa emergere è, infatti, il ritratto di una femminista ante litteram, apparentemente spregiudicata ma in realtà solo desiderosa di combattere ed abbattere ipocrisie e pregiudizi nei confronti del suo sesso. Una scrittura classica ma non noiosa, accompagnata da una ricostruzione accurata ma non patinata degli ambienti in cui visse mademoiselle, per raccontare le difficoltà – forse oggi troppo presto dimenticate – che le donne, come la giovane Chanel, dovevano affrontare se non avevano la fortuna di nascere con un nome che contava ed una ricca dote. Una bella storia che ha anche il pregio di far riflettere su quanto lungo e irto di ostacoli sia stato il cammino dell’emancipazione femminile. Un bel film, non a caso scritto e diretto da una donna, che ha sa raccontare le donne e che sarebbe stato altrettanto interessante anche se la protagonista non si fosse chiamata Coco Chanel.
Mariella Sellitti
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