Si può fare
di Giulio Manfredonia
Un piccolo film che già sta avendo l’ottimo ritorno che merita, “Si può fare” è l’opera terza di Giulio Manfredonia, racconto fiaba anni ’80 dai toni delicati e poetici, con uno straordinario cast di attori caratteristi (il casting è stato curato da Mirta Guarnaschelli) che mai indulgono al patetico ed anzi regalano un’interpretazione di profondo impatto emotivo.
Negli anni del rampantismo a Milano, mentre le modelle calcano feline le passerelle dell’alta moda, Nello (Claudio Bisio) un sindacalista inspiegabilmente fidanzato una curatrice di eventi di moda, Sara (Anita Caprioli) dedica lavoro, passione ed utopia alla cooperativa 180.
180 non è un numero casuale ma quello rievocativo della legge Basaglia che svuotò i manicomi sull’onda di un ambizioso programma di recupero dei malati.
È forse proprio l’attuale consapevolezza che, pur avendo chiuso reparti più simili a lager che ad ospedali, non sempre si è centrato l’obiettivo di riabilitare i cosiddetti “matti”, a rendere ancor più appassionante e coinvolgente la storia del sindacalista che tenta di costituire una vera e propria cooperativa, per fare svolgere ai pazienti non più lavori di assistenzialismo o di risulta, ma un lavoro vero per persone “normali”.
I matti, dopo un iniziale disorientamento, divengono fini parquettisti, trasportatori, montatori, persino specialisti nell’arte dell’intarsio con legno di scarto “…perché la nostra è una cooperativa di scarti” sottolinea uno di loro con ironica rassegnazione. Le fasi del sogno ci sono tutte: l’ideazione, lo scetticismo, la partenza ed il climax nel dramma, il tutto stemperato con fine ironia, un riso sempre ben dosato dai bravi e ben affiatati Bisio, Caprioli, Battiston e una musica tutta tesa a creare l’atmosfera del sogno realizzabile all’insegna , come diremo oggi, del “Yes, we can”. Efficace e misurata la sceneggiatura firmata dallo stesso Manfredonia e da Fabio Bonifacci per un film da non perdere, che dimostra che il cinema italiano…”Si può fare”
Donata Carelli
donatacar@libero.it
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