Mamma mia!
di Phyllida Lloyd
“Mamma mia”, film campione d’incassi da una parte all’altra dell’Oceano, è innanzitutto e soprattutto Meryl Streep. Brava, brillante, divertente. In una parola monumentale. A quasi sessant’anni, splendidamente portati, la più premiata e applaudita attrice cinematografica degli ultimi tre decenni canta con l’abilità di una professionista, balla con l’energia di un’adolescente e domina la scena che pur la vede accanto ad un cast di professionisti di tutto rispetto. Il film è un musical allo stato puro: gli attori si interrompono per cantare e improvvisano balletti, dall’impeccabile coreografia, nei posti più disparati del set che, in questo caso, è una meravigliosa isola greca dove tutti gli spettatori desiderano fuggire già dieci minuti dopo l’inizio del film. Un musical dove la musica degli Abba, popolare gruppo svedese degli anni ’70, la fa da padrone. Una sequenza di canzoni famosissime che tutti hanno ballato almeno una volta nella vita ( “Dancing Queen” e “Mamma mia” solo per citare due titoli). La sceneggiatura, anche se non brilla di originalità ed in qualche scena sfiora il melenso, è spumeggiante e coinvolgente. Una trama che ricorda la “Filumena Maturano” di Edoardiana memoria qui rivisitata in chiave di commedia musicale. Tre possibili padri ( Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgard) per una splendida ventenne (la bravissima Amanda Seyfried) che sta per convolare a nozze nell’isola greca dove da sempre vive con sua madre Donna, Meryl Streep in chiave ex-hippy, che gestisce una piccola pensione. Il finale, come in tutte le commedie che si rispettano, è rigorosamente a sorpresa. Prodotto da Tom Hanks e da sua moglie Rita Wilson, il film è un concentrato di allegria e buon umore che non delude le aspettative. Alcune scene sono da antologia, in particolare quelle con le due amiche del cuore della Streep (Julie Walters e Christine Baransky), anche loro cinquantenni in forma smagliante alla ricerca dell’amore, l’una, di un ennesimo marito, l’altra. E proprio i cinquantenni - la maggior parte del cast ha infatti abbondantemente superato la temuta boa degli “anta” senza alcuna apparente ripercussione- sono i veri vincitori morali di una pellicola che conquista un pubblico quanto mai trasversale. Ci si diverte fino all’ultima scena, anzi fino alla fine dei titoli di coda.
Mariella Sellitti
|