Scoop
di Woody Allen
Il nuovo film del prolifico ed inossidabile Allen è una commedia leggera e briosa che ricorda quelle brillanti e disimpegnate (senza essere sciocche) degli anni ’50. Una trama per certi versi non particolarmente originale dove il giallo si tinge costantemente di rosa e viceversa, sorretta dai dialoghi mai banali del regista-sceneggiatore che ci regala diverse battute particolarmente riuscite.
Scoop è un giallo un po’ surreale dove la strana coppia Allen-Johansoon (prestigiatore squattrinato il primo, giornalista alle prime armi la seconda) si improvvisa detective in seguito ad una soffiata ricevuta dal fantasma di un noto cronista in merito alla vera identità di un serial killer. E così i due, che per l’occasione si fingono padre e figlia, si introducono sotto falso nome negli ambienti della Londra bene per tampinare da vicino il giovane e fascinoso figlio di un lord sospettato di essere il brutale assassino. Inutile dire che tra il sospettato e la giovane detective (una Johansson che abbandonati i panni della fragile femme fatale di Match Point si ritrova forse un po’ spaesata in quelli dell’imbranata apprendista giornalista) scoppierà l’amore complicando i piani. Con Scoop Allen ritorna alla commedia dopo il riuscito e applauditissimo Match Point, ma con risultati meno brillanti di quanto avremmo sperato. Scoop, purtroppo, non è “La dea dell’amore” e si sente soprattutto in area sceneggiatura, ma resta comunque un film piacevole e ben fatto. E quando, in alcune scene, Allen torna l’Allen nevrotico e cerebrale dei bei tempi, si è contenti di aver pagato il prezzo del biglietto.
Mariella Sellitti
|